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Le poesie dei quattro elementi – Arnaldo Citterio

Cosa c’è oltre la poetica? Oppure potremmo porci la domanda in maniera diversa: che cos’è la poesia. Metrica, rime, vibrazioni ed emozioni? Arnaldo Citterio in questo volume va oltre. Oltre la poesia, oltre la metrica, oltre le rime. O meglio, le raggruppa e ne trae un’armonia.

Lavora con attrezzi invisibili, strumenti che gli consentono di spaziare a 360° nel mondo di mezzo, tra materia e spirito. Descrive 7 trasformazioni, trasformazioni che avverranno attraverso l’immergersi nei quattro elementi. Il libro infatti si svolge in quattro parti, quattro atti dove sul palcoscenico non ci sono attori ma frequenze armoniose.

Primo atto: la Terra, l’elemento da dove tutto nasce. Dove prima tutto è morto. Il luogo buio dove esistono sia la dannazione eterna del corpo biologico che la rinascita del seme.

Atto secondo: l’Acqua. Pancia gravida di vita. Il brodo primordiale dove Tutto ebbe inizio. Elemento senza forma e dimensione, è quello che viene utilizzato per pulire le scorie della Terra dopo la nascita.

Atto terzo: l’Aria. Portatrice di conoscenza. Con il suo soffio sparge la sapienza e piega i rami dei salici e spezza i rami delle querce.

Atto quarto: il Fuoco. La Forza, la Potenza. Riporta la materia a fine polvere grigia. Purifica l’anima dell’uomo fedele a sé stesso. Lo conduce, grazie all’aiuto dell’Aria, nei mondi superiori, mondi silenti.

Ecco che lo spettacolo finisce. I quattro elementi sono stati attraversati. L’Essere può lasciare la bara e cominciare il suo viaggio, non più solitario. Tutto si è connesso, ciò che sta sotto sta sopra. Il cerchio si è chiuso e l’Armonia si è compiuta.

Questa è la lettura esoterica dell’opera che, come tutte le opere esoteriche, hanno diverse chiavi di lettura. A ognuno la sua chiave e a ognuno il proprio cassetto di conoscenza.

Che il lettore segua il ritmo dei versi, lasciandosi cullare dai cambi di frequenza che producono. Arnaldo Citterio ha scritto un libro da ascoltare, come fosse Terra lieve che si solleva al nascere di un germoglio, come Acqua leggiadra che, goccia a goccia, cade dalle foglie delle mangrovie ritornando acqua di fiume.

Come Aria, che soffia tra le frasche dei salici che si piegano e si rialzano al calar del vento, rilasciando la sapienza acquisita e poi come il Fuoco, potente e crepitante, assordante movimento distruttore, ultima livella, il filo a piombo che insieme alla squadra permettono al Creatore di arrivare alla costruzione in modo giusto e perfetto.
Se dovessi fare un incipit a questo libro utilizzerei questa frase: NOSCE TE IPSUM.


Fabio Pedrazzi

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